Translate

[sinestesia]




 Prima di arrivare by Francesco Maria Cannella



 Così la neve al sol si disigilla;
così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla. 


Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXXIII, 64-66.








____ Dream Within A Dream ____





“A painting is not a picture of an experience, but is the experience.” 



 http://eaobjets.files.wordpress.com/2008/06/untitled_1969.jpg




  1. Half Remembered Dream - 1:11
  2. We Built Our Own World - 1:55
  3. Dream Is Collapsing - 2:23
  4. Radical Notion - 3:42
  5. Old Souls - 7:43
  6. 528491 - 2:23
  7. Mombasa - 4:54
  8. One Simple Idea - 2:28
  9. Dream Within A Dream - 5:04
  10. Waiting For A Train - 9:30
  11. Paradox - 3:25
  12. Time - 4:35
   _____


   Bonus tracks:
  1. Projections - 7:04
  2. Don't Think About Elephants - 5:35









La legittima capacità del niente









Colpi grevi tra indice e pollice 
a suonare una melodia
divincolata in gesti e sguardi

Gli occhi del Bambino confondono l'invettiva...

[E mio figlio riposa dentro la mia stessa insonnia
per acida assenza nei suoi rigurgiti lattiginosi
su per la schiena - ancora perdonando Erinni a rispondere]

Le cicale al mattino verso traverse di gelo incurante
    dei postumi di memoria e delle mie sbronze
attirano pregi conquistati al mignolo

E giri di parole a vanificare un dissenso 
    atavico d'ingiustizia
non hanno pace e di me sazio non conforta l'affanno -

Rapace il volo in festa di piume agghindato 
    per sopravvivere 
ad ogni casualità il necessario Inferno

Altro che luci e ombre e saliva -
    di pochi rami sono secche le radici

Ed io continuo a provare l'inganno

    l'esatto martirio per sua deriva...








| Perché qualcuno deve restare senza senso / Se il gioco è esatto. |





Invisibile sentinella in Colchide;
Solo il passo ne odi e ruzzolare di ghiaia
Nella insonnia antica della spuma sull'orlo del mare.

Nessuna vela; umidi venti al mattino
Aggrovigliano i peduncoli dell'aria, lentamente inferocita
Senza voci note;
                       a sera pioggia sui monti,
Nelle notti battagli verdi di ghiaia alla luna;

E dopo l’atto, dopo l’amore, il veleno,
Dopo le costellazioni,
Dopo tanti libri aperti al vento
Come fiori imbrattati di magnolia,– 
La vedetta sulla sponda, invisibile, obliata
Fissa il mare verde,
Perché qualcuno deve restare senza senso
Se il gioco è esatto.
E la parola d’ordine gli arrugginisce in bocca
Come la chiave in una superflua serratura.

Ivan V. Lalić 










La cognizione del dolore, 1963-1970. Incompiuto . . .




Cogliere il bacio bugiardo della Parvenza, coricarsi con lei sullo strame, bevere giù dentro l’anima il suo rutto e il suo lezzo di meretrice. O invece attuffarla nella rancura e
nello spregio come in una pozza di scrementi, negare, negare: chi sia Signore e Principe
nel giardino della propria anima. Chiuse torri si levano contro il vento. Ma l’andare
nella rancura è sterile passo, negare vane immagini, le più volte, significa negare se
medesimo. Rivendicare la facoltà santa del giudizio, a certi momenti, è lacerare la possibilità: come si lacera un foglio inturpato leggendovi scrittura di bugie.
 
 
Explicit:
 
E alle stecche delle persiane già l'alba. Il gallo, improvvisamente, la suscitò dai monti lontani, perentorio ed ignaro, come ogni volta. La invitava ad accedere e ad elencare i gelsi, nella solitudine della campagna apparita.
 
 [ . . . ]
 
 
 
 
 
 
 

Vaniloquio #





incolume alla specie -
per anni venduti a far niente
nel compromesso dei vizi che tarpano lo spirito
e annebbiano ogni taratura di giudizio
prima del battesimo

giorni dipinti di chiaroveggenza e illusioni -
e un dolore uguale per tutti 
per niente ricambiabile
come una foto di famiglia

un'incursione in sala parto 
da nullatenente

l'imprinting dichiarato per ciò che sai 
e ciò che resta

e non fende -
dissipando tra pareti incongrue

flaccide di colore 
o di nuove grammatiche 

interpunzioni allo stato di adesso

rendere sterile nei riquadri di ombre e linee

pur mangiando un'altra fetta 

comprendonio ed evanescenza


.   .   .







[ il re è nudo ]




8 maggio 2013 
Ogni riferimento è puramente casuale





______ Limit to your Love ______











| morto un papa se ne fa un altro |




30 maggio 2008  -  6 maggio 2013



Frasi di Giulio Andreotti:


«Essendo noi uomini medi, le vie di mezzo sono, per noi, le più congeniali»

«A pensar male degli altri si fa peccato. Ma spesso ci si indovina»

«Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia»

“Il potere logora chi non ce l’ha”







Soliloquio -





William Wordsworth*

The Rainbow

 
My heart leaps up when I behold   
A rainbow in the sky:   
So was it when my life began;   
So is it now I am a man;   
So be it when I shall grow old, 
Or let me die!   
The Child is father of the Man;   
I could wish my days to be   
Bound each to each by natural piety. 



avevo appena deciso di riprendere gli studi, dopo scorribande alterne in giro per l'Europa, eppure tra il mio ombelico e i miei vizi non vigeva sazio né compromesso. suzioni e panchine, latte magro e sconfitte dovute. ritorniamo a casa, insomma, ed è già quanto dire... un impiastro di figliol prodigo mio compagno di banco mi illustra sui Joy Division & Co. e sul come passare pomeriggi intieri a guardare il soffitto bianco-vinaccio e senza pece: stravaccato giù per il letto della stanzetta 'tutta mia e personale' mentre la matematica interroga... e dire che 4 chiacchiere spiacenti con il tizio le avevo sapute imbastire: ma ciò che mi ostinavo a non decifrare era il suo pizzetto malmesso, un po' rossiccio e un po' glabro, senza baffi, bah!!; e il suo nome Fabrizio che ricordava il De André... decisi che una bevuta insieme bisognava pure farla - se non per ripicca - e per sapere fino a dove poteva arrivare... ma lui no; niente fumo - niente alcol - nessun perditempo - ma solo il soffitto alle sue spalle... e così si va ad accudire un vecchio compagnone di strada pronto a dire quanto si può bere e quanto no, mentre io già tutto per la direttissima, gli scavallo su per il grugno un benservito e così finiamo per arrotolarci in terra come due scrofe gravide... l'amico benpensante allora - ridacchiando sul misfatto e giovandosi del nostro interstizio - ci ridona lo sfizio della curiosità, alla faccia del buco di culo... tempo addietro me lo ritrovai dinanzi come cartapecora smaltita a delinquere misfatti del passato e a pregiudicare la sua salute, etc... etc... ed io prono a giustificarmi sul niente e sul 'chi va là' sognando aspettative necrotiche come la Quinta di Beethoven e un mal diretto pugno sullo stomaco - la finale dei mondiali di calcio del 2006 in cui ho imparato a star zitto e la colazione mattutina che ancora stenta ad arrivare, in bilico con la digestione del giorno prima... una catapulta fulminea verso il letto col soffitto addosso... un risciò onirico e il Voyage au bout de la nuit di Céline dietro l'orecchio che implora un avido, cauto silenzio, oltre il ricordo che mai perdona... e appena incanta...


*William Wordsworth, 1770 - 1850.


  
LUMICINO
 
Il vento prova a socchiudere lucide ombre 
dipinte sui vetri della finestra
e il mio cane implora una coccola ché venga 
prima di rintanarsi ad aspettare

sul gas della cucina;
macchie sporche restano 
come impronte soddisfatte per l'indolenza
e tacciono le ore e i minuti a ritardare...

Una loquace perifrasi di denuncia
e il mai giustificabile dissenso privo
di partecipazione e grazia -

a meno che tu non voglia dare sazio
per ogni pigra recriminazione e festa:

dissesta, in fondo, nel sapere che 
non è mica poco chiudere gli occhi 
e poi capire quanto resta - 

del prima il dopo e del poi quasi senza...








Closer _________________________



 



In Memoriam 





TWENTY FOUR HOURS [ 24 ORE ]

E così, in questo limbo, l'amore distrugge l'orgoglio.
Quello che una volta era innocenza, adesso si è ribaltato su se stesso.
Una nube incombe sopra di me, vìola ogni mio movimento
mentre mi aggiro negli abissi dei ricordi di quello che una volta era amore.

Ho realizzato di quanto tempo avevo bisogno
per inserire le cose nella giusta visuale.
Mi sono sforzato così tanto a cercare, e per un solo momento mi sono illuso di aver trovato la mia strada.
Il destino s'è rivelato e l'ho lasciato scivolare via.

Tutte queste tensioni sono così eccessive da superare qualsiasi distanza...
Vorrei cercare di mantenere con tutti una certa solitudine...

E se provassimo a partire, cosa rimarrebbe di noi? Cosa troveremmo?
...Una vacua collezione di speranze e desideri radicati nel passato.

Non ho mai realizzato quali strade avrei voluto percorrere,
tutti gli angoli oscuri di un senso che non conoscevo.
Per un solo momento mi è parso che qualcuno mi stesse chiamando,
ho guardato al di là del giorno, al di là della mia mano, e non c'era più niente.

Ora che ho potuto constatare che è andato tutto male,
devo trovare una terapia, perché questo trattamento sta richiedendo troppo tempo.
In fondo al cuore, dove una volta la compassione oscillava lentamente,
devo trovare il mio destino prima che sia troppo tardi.



La Filosofia del Rifiuto




da novalismi di Silvano Bottaro

 



Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.


(Diario degli Errori, 1976)





LANUGINE

| una visione d'insieme |




si gioca a scacchi stasera 
tra le linee d'ombra sul muro 
fuori dalla finestra
e l'amplessa inquietudine 
tramortita agli angoli della casa

quadri dentro quadri 
e ripiani di convalescenza 
su rette perpendicolari 
proprio a filo con la nuca
sudata

accende inferno e oblio 
dopo gli occhi
e si astiene e rilancia 
ciò che non è ancora
per un'altra volta






IL MONDO CHE VOGLIAMO


Emergency




Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra uomini, i popoli e gli stati. vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto alle cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie é davanti ai nostri occhi.
In nome di “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi. In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione. In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.
E’ questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorare le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
E’ questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.


Homage




[ . . . ] la mia ingenua rabbia non è competitrice.
 




Music by






L'elemento del crimine _________________________





In bagno, di solito, di bianco si muore prima che la luce abbagli 
i tuoi ritardi e le tue omissioni; menzogne frapposte
per quanto di te pensi poter far bene, distillata l'acqua dal cesso.

Incide non voler dormire e voler dormire abbastanza,
tra pidocchi dietro la schiena e croste in testa,
e la mancata sporcizia del passato ancora incolume.

Avversa agli odori d'erbe sulle strade la feccia
evapora come benzedrina e resta
gialla e uniforme nel mestiere - avviene

che del fiele manchi la particula da ingerire -
e poco spazio tra le pareti poste ad assecondare
i miei resti prossimi a mantenere un finale.

____________________















Incontro










Ending











Born into this _________________________











[ No Change, I Can Change ]






‘Cause it’s a bittersweet symphony, that's life – Ché è una sinfonia dolciastra, questa è la vita Trying to make ends meetprovando a far quadrare i conti You’re a slave to money then you die – sei schiavo dei soldi e poi muori I’ll take you down the only road I’ve ever been downTi porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso You know the one that takes you to the places – lo sai, l'unica che ti porta nei luoghi where all the veins meet yeahdove tutte le vene si incontrano, si
No change, I can change – Nessun cambiamento, io posso cambiare I can change, I can changeIo posso cambiare, io posso cambiare But I’m here in my moldMa io sono qui nella mia forma I am here in my mold – sono qui fermo nella mia muffa But I’m a million different peopleMa io sono un milione di persone diverse from one day to the next – da un giorno all'altro I can’t change my mold – io non posso cambiare il mio calco No, no, no, no, no – No, no, no, no, no
Well I never prayBeh, io non prego mai But tonight I’m on my knees yeah – ma stanotte sono in ginocchio,si I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeahHo bisogno di sentire suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c’è in me, si I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free nowLascio che la mia melodia risplenda, che purifichi la mia mente, mi sento libero, ora But the airwaves are clean and there’s nobody singing to me nowMa le onde radio sono pulite e non c’è nessuno che canti per me,ora
No change, I can change – Nessun cambiamento, io posso cambiare I can change, I can changeIo posso cambiare, io posso cambiare But I’m here in my moldMa io sono qui nella mia forma I am here with my mold – sono qui fermo con la mia muffa And I’m a million different peopleed io sono un milione di persone differenti from one day to the next – da un giorno all'altro I can’t change my mold – io non posso cambiare il mio calco No, no, no, no, no – No, no, no, no, no I can’t change – non posso cambiare I can’t change – non posso cambiare
‘Cause it’s a bittersweet symphony, that's lifeChé è una sinfonia dolciastra, questa è la vita Trying to make ends meettentando di sbarcare il lunario You’re a slave to money then you die – sei schiavo del denaro e poi muori I’ll take you down the only road I’ve ever been downTi porterò sull’unica strada in cui io sia mai sceso You know the one that takes you to the placesLo sai, quella che ti conduce nei luoghi where all the veins meet yeah – dove tutte le vene vengono soddisfatte, si
You know I can change, I can change – Tu sai che io posso cambiare I can change, I can changeIo posso cambiare, io posso cambiare But I’m here in my moldMa io sono qui nella mia forma I am here in my mold – sono qui fermo nella mia muffa And I’m a million different people – e sono un milione di persone differenti from one day to the next – da un giorno all'altro I can’t change my mold – io non posso cambiare la mia forma No, no, no, no, no – No, no, no, no, no
I can’t change my moldIo non posso cambiare il mio calco No, no, no, no, no – No, no, no, no, no I can’t change – non posso cambiare Can’t change my body – non posso cambiare il mio corpo no, no, no – no, no, no
I’ll take you down the only road I’ve ever been downTi porterò sull’unica strada in cui io sia mai sceso I’ll take you down the only road I’ve ever been down – ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso Been down – percorso Ever been down – mai percorso Ever been down – mai percorso Ever been down – mai percorso Ever been down – mai percorso Have you ever been down?L’hai mai percorsa? Have you’ve ever been down? – l’hai mai percorsa?


 The Verve, Urban Himns, 1997.




Informazioni personali

La mia foto

Francesco Maria Cannella è nato a Palermo nel 1978, dove vive. Ha ottenuto vari riconoscimenti nell’ambito della poesia a carattere nazionale e internazionale, tra cui: 1° premio INVES 1999, 1° premio L’IRIDE 2001, premio alla cultura ‘Don Padre Puglisi’ 2005.
Proprio nel 2005, esordisce con la silloge LA STANZA È CALDA (prefazione di Alfio Inserra, Ed. Thule). L’anno successivo, sempre per la stessa casa editrice, pubblica un secondo volume NON VOGLIO OMBRE ALLA MIA FINESTRA (prefazione di Aldo Gerbino).
È ancora inedita la raccolta LA PORTA SOCCHIUSA, con prefazione di Salvatore Di Marco, anch’essa concepita all’interno del lungo work-in-progress al quale fanno riferimento le prime due pubblicazioni.

Alcune sue poesie sono inserite in riviste e antologie letterarie.
Oltre che di letteratura si occupa di pittura, fotografia, grafica e film.
Si sono, tra gli altri, interessati alla sua produzione: Tommaso Romano, Franca Alaimo, Elio Giunta, Franco Loi, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Cacciari, Federico Hoefer, Dino Grammatico, Pino Giacopelli, Paolo Ruffilli, Ferdinando Banchini, Johannes Maddens, Mario Specchio, Elio Andriuoli, Vittoriano Esposito, Luca Desiato, G. L. Bartolini, Flavia Lepre.

Nel 2010 con il libro NIENTE ABAT-JOUR VICINO AL LETTO in cui appare per la prima volta della prosa, pur non tralasciando la poesia, e i tre suddetti volumi si chiude una tragicomica e farsesca tetralogia dai richiami fortemente autobiografici che prende forma e si confessa sin dal titolo: MALASILO Bisogna forzarle le cose, 1998-2010.

ANTICAMERA, correlato alla tetralogia, conclude un ampio lavoro poetico sulla paternità dal titolo di matrice oraziana «disiecti membra».

MORTE APPARENTE DI UN IMPOSTORE, in cui viene presentata sia prosa che poesia, è da considerarsi una plaquette, un capriccio, una perifrastica passiva o una mera confessione...

Con MERIDIANO 180 GRADI, del 2011, in cui scritti passati e inediti si compenetrano in un percorso tanto discorsivo quanto intimistico, prosa lirica e poetica dell’istante narrano il vissuto dell’Autore in una carrellata d’immagini giustapposte per contrasto.

Sempre nel 2011, rielaborando poesie inizialmente tralasciate, racchiude in una silloge estranea al lavoro precedente e allo stesso tempo privatamente connessa al viaggio poetico iniziato da più di un decennio l’idea di verso stanco, dimenticato, con il libro VERDERAME ALLE PARETI in cui pathos e rammarico si fondono nell’attesa di un rinnovamento...

Il suo ultimo lavoro, CON LE PERSIANE CHIUSE, è composto da diciotto poesie inedite in cui la ricerca di nuove consonanze sembra rivelarsi attraverso un cammino nitido di sembianze. Di fatto, visionando il passato tra sogno e veglia l’Autore tenta, in corresponsione col presente, di afferrare i ricami di momentanee epifanie e di catturare per istantanee gli incanti quotidiani...

Scrive anche in vernacolare.

NON SALTARE GIU' DAL LETTO PRIMA DI MEZZOGIORNO è il suo primo romanzo.

«Mi pare utile, e mi piace pensare, che la poesia si riveli inesausta tensione al linguaggio e a un senso sempre rimandato, pronto ad accogliere significati altri. Ne risulta, intendo, un legame tra le parti che ha il suo esatto domicilio nella separazione e nella autonomia.»
F. M. Cannella

Followers