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CHIUSURA




A volte perdere l'ascesa all'imbarazzo
richiede poco tempo e troppa superficialità
    nel risparmiarsi

Come un esile rintocco tra la vetta e il sentiero
da te impostosi a muto rimprovero
    per assenza e richiesta

Origliando dietro l'angolo
il silenzio diviene coscienza sepolta
    vergogna
di mani scivolando 
ancora sulla schiena 
    
    (una nuova nudità)

.................................................






come on in . . .



                    ricordo che si stava tutti insieme da mia nonna, la madre del Padre, in silenzio categorico, così, per ritrovarci e… la TV sempre accesa – i cruciverba a disposizione e un che di niente dietro l’angolo… e dire poi il suicidio del caporale-mastro ex colonnello dei Carabinieri dopo lo sparo noi seduti a riflettere e la baldoria di sopra a scalciare il sangue rimasto… c’era chi saliva a piedi per le scale ed io ad intrufolarmi per rendermi conto della cognizione della morte e boh!! – niente di preoccupante quando vidi membra a terra e sconquasso, paronia di cui parlare dopo… mi si voleva convincere, io alle prime armi e da seienne, che nulla era stato, nulla, tranne un botto… e allora a reclamare spiriti e puttane – riciclaggio . . .
. . . e poi sentirsi la mano morta della zietta cadavere da tempo e sorella del babbo che ti tasta a dovere mentre giochi a Nascondino con la cugina di turno e lei che ti dice niente niente io sto qui a giocare e tu piangi cazzo!! - me la sentivo addosso la mano nel vuoto del silenzio per la stanza al buio bah - comunque - mio nonno se l’era squagliata presto a furia di prendere Novalgina come caffè e leucemia a rendere quindi ogni sacro 2 di novembre si andava a prendere la nonnetta, giorno del suo compleanno, per ritornare in un letamaio di marmo marito e figlia mentre la noia implorava un altro strazio… eppure me la ricordavo la Vecchia mentre poco più che quarantenne origliando dalla porta del bagno: Z-i-i-n-a!!; mia nonna faceva di nome Vincenza - vieni, vieni: ogni quando mio nonno tornava da lavoro e voleva fottere e allora bagno e lì subito come lumache attaccate al guscio boh!! - non mi si voleva di torno - però la mia prima vorace erezione la riporto sulla pelle liscia e glabra della nonnuccia mentre convinta che io fossi ancora incolume all’imbarazzo mi aveva accattato dentro il suo letto una sera di rimpiazzo per i miei genitori e cinema e pizza… da lì in poi niente più Manna ma solo ritrovi occasionali - così ricordo la sua nudità e quando un omone appena corpacciuto e senza affanni decise di tentare un abuso su di me sfilando calzoni e mutande e facendo sentire il glande tra le cosce mentre io forzuto e inebetito rispondevo con parole di ripicca scappando dalla trappola giù giù per i corridoi della mente e tra le siepi scavalcando porticati e pareti e reti fino alla porta di casa per poi ritrovarmi a casa e pensando che il tutto era stato comandato dal Vecchio di un mio amico perché voleva farmi pagare le batoste date al 'figlioletto' per un posto in società - così subito in cameretta dove mia madre aspettandomi - chiusa a chiave la stanzetta - mi condannò a 4 ore di lettura a gratis legiferando che mi fossi divertito al vento come al solito e decifrando lo scontento come irrequietezza non giustificabile data la mia dose di indolenza a scuola / quindi stai lì e rimira i muri di casa e silenzio … ed io prendo libri stracci di fiabe antiche e 'rimiro le figure e le rimiro' senza leggere una riga fino allo schiocco della porta per un’altra ora di veglia e dopo il sonno – le streghe dietro il comodino e idem l’indomani - ricominciamo daccapo perdonatemi ricominciamo / vox clamantis in deserto

.   .   .


                    già sapevo di aver bisogno di tempo, spazio e solitudine, soprattutto spazio e poca parsimonia – oltre tutto carattere e voglia di riprendermi in mano l’Infanzia – il tempo andato e le sue cicatrici - la voglia continua di fare presto e 'un perpetuo pendolare senza posa' - un riscatto per una Nemesi irrisolta in dote, destino e giudizio: al prossimo bicchiere, prosit, ai posteri 

 ____________________









[sinestesia]




 Prima di arrivare by Francesco Maria Cannella



 Così la neve al sol si disigilla;
così al vento ne le foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla. 


Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXXIII, 64-66.








____ Dream Within A Dream ____





“A painting is not a picture of an experience, but is the experience.” 



 http://eaobjets.files.wordpress.com/2008/06/untitled_1969.jpg




  1. Half Remembered Dream - 1:11
  2. We Built Our Own World - 1:55
  3. Dream Is Collapsing - 2:23
  4. Radical Notion - 3:42
  5. Old Souls - 7:43
  6. 528491 - 2:23
  7. Mombasa - 4:54
  8. One Simple Idea - 2:28
  9. Dream Within A Dream - 5:04
  10. Waiting For A Train - 9:30
  11. Paradox - 3:25
  12. Time - 4:35
   _____


   Bonus tracks:
  1. Projections - 7:04
  2. Don't Think About Elephants - 5:35









La legittima capacità del niente









Colpi grevi tra indice e pollice 
a suonare una melodia
divincolata in gesti e sguardi

Gli occhi del Bambino confondono l'invettiva...

[E mio figlio riposa dentro la mia stessa insonnia
per acida assenza nei suoi rigurgiti lattiginosi
su per la schiena - ancora perdonando Erinni a rispondere]

Le cicale al mattino verso traverse di gelo incurante
    dei postumi di memoria e delle mie sbronze
attirano pregi conquistati al mignolo

E giri di parole a vanificare un dissenso 
    atavico d'ingiustizia
non hanno pace e di me sazio non conforta l'affanno -

Rapace il volo in festa di piume agghindato 
    per sopravvivere 
ad ogni casualità il necessario Inferno

Altro che luci e ombre e saliva -
    di pochi rami sono secche le radici

Ed io continuo a provare l'inganno

    l'esatto martirio per sua deriva...








| Perché qualcuno deve restare senza senso / Se il gioco è esatto. |





Invisibile sentinella in Colchide;
Solo il passo ne odi e ruzzolare di ghiaia
Nella insonnia antica della spuma sull'orlo del mare.

Nessuna vela; umidi venti al mattino
Aggrovigliano i peduncoli dell'aria, lentamente inferocita
Senza voci note;
                       a sera pioggia sui monti,
Nelle notti battagli verdi di ghiaia alla luna;

E dopo l’atto, dopo l’amore, il veleno,
Dopo le costellazioni,
Dopo tanti libri aperti al vento
Come fiori imbrattati di magnolia,– 
La vedetta sulla sponda, invisibile, obliata
Fissa il mare verde,
Perché qualcuno deve restare senza senso
Se il gioco è esatto.
E la parola d’ordine gli arrugginisce in bocca
Come la chiave in una superflua serratura.

Ivan V. Lalić 










La cognizione del dolore, 1963-1970. Incompiuto . . .




Cogliere il bacio bugiardo della Parvenza, coricarsi con lei sullo strame, bevere giù dentro l’anima il suo rutto e il suo lezzo di meretrice. O invece attuffarla nella rancura e
nello spregio come in una pozza di scrementi, negare, negare: chi sia Signore e Principe
nel giardino della propria anima. Chiuse torri si levano contro il vento. Ma l’andare
nella rancura è sterile passo, negare vane immagini, le più volte, significa negare se
medesimo. Rivendicare la facoltà santa del giudizio, a certi momenti, è lacerare la possibilità: come si lacera un foglio inturpato leggendovi scrittura di bugie.
 
 
Explicit:
 
E alle stecche delle persiane già l'alba. Il gallo, improvvisamente, la suscitò dai monti lontani, perentorio ed ignaro, come ogni volta. La invitava ad accedere e ad elencare i gelsi, nella solitudine della campagna apparita.
 
 [ . . . ]
 
 
 
 
 
 
 

Vaniloquio #





incolume alla specie -
per anni venduti a far niente
nel compromesso dei vizi che tarpano lo spirito
e annebbiano ogni taratura di giudizio
prima del battesimo

giorni dipinti di chiaroveggenza e illusioni -
e un dolore uguale per tutti 
per niente ricambiabile
come una foto di famiglia

un'incursione in sala parto 
da nullatenente

l'imprinting dichiarato per ciò che sai 
e ciò che resta

e non fende -
dissipando tra pareti incongrue

flaccide di colore 
o di nuove grammatiche 

interpunzioni allo stato di adesso

rendere sterile nei riquadri di ombre e linee

pur mangiando un'altra fetta 

comprendonio ed evanescenza


.   .   .







[ il re è nudo ]




8 maggio 2013 
Ogni riferimento è puramente casuale





______ Limit to your Love ______











| morto un papa se ne fa un altro |




30 maggio 2008  -  6 maggio 2013



Frasi di Giulio Andreotti:


«Essendo noi uomini medi, le vie di mezzo sono, per noi, le più congeniali»

«A pensar male degli altri si fa peccato. Ma spesso ci si indovina»

«Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia»

“Il potere logora chi non ce l’ha”







Soliloquio -





William Wordsworth*

The Rainbow

 
My heart leaps up when I behold   
A rainbow in the sky:   
So was it when my life began;   
So is it now I am a man;   
So be it when I shall grow old, 
Or let me die!   
The Child is father of the Man;   
I could wish my days to be   
Bound each to each by natural piety. 



avevo appena deciso di riprendere gli studi, dopo scorribande alterne in giro per l'Europa, eppure tra il mio ombelico e i miei vizi non vigeva sazio né compromesso. suzioni e panchine, latte magro e sconfitte dovute. ritorniamo a casa, insomma, ed è già quanto dire... un impiastro di figliol prodigo mio compagno di banco mi illustra sui Joy Division & Co. e sul come passare pomeriggi intieri a guardare il soffitto bianco-vinaccio e senza pece: stravaccato giù per il letto della stanzetta 'tutta mia e personale' mentre la matematica interroga... e dire che 4 chiacchiere spiacenti con il tizio le avevo sapute imbastire: ma ciò che mi ostinavo a non decifrare era il suo pizzetto malmesso, un po' rossiccio e un po' glabro, senza baffi, bah!!; e il suo nome Fabrizio che ricordava il De André... decisi che una bevuta insieme bisognava pure farla - se non per ripicca - e per sapere fino a dove poteva arrivare... ma lui no; niente fumo - niente alcol - nessun perditempo - ma solo il soffitto alle sue spalle... e così si va ad accudire un vecchio compagnone di strada pronto a dire quanto si può bere e quanto no, mentre io già tutto per la direttissima, gli scavallo su per il grugno un benservito e così finiamo per arrotolarci in terra come due scrofe gravide... l'amico benpensante allora - ridacchiando sul misfatto e giovandosi del nostro interstizio - ci ridona lo sfizio della curiosità, alla faccia del buco di culo... tempo addietro me lo ritrovai dinanzi come cartapecora smaltita a delinquere misfatti del passato e a pregiudicare la sua salute, etc... etc... ed io prono a giustificarmi sul niente e sul 'chi va là' sognando aspettative necrotiche come la Quinta di Beethoven e un mal diretto pugno sullo stomaco - la finale dei mondiali di calcio del 2006 in cui ho imparato a star zitto e la colazione mattutina che ancora stenta ad arrivare, in bilico con la digestione del giorno prima... una catapulta fulminea verso il letto col soffitto addosso... un risciò onirico e il Voyage au bout de la nuit di Céline dietro l'orecchio che implora un avido, cauto silenzio, oltre il ricordo che mai perdona... e appena incanta...


*William Wordsworth, 1770 - 1850.


  
LUMICINO
 
Il vento prova a socchiudere lucide ombre 
dipinte sui vetri della finestra
e il mio cane implora una coccola ché venga 
prima di rintanarsi ad aspettare

sul gas della cucina;
macchie sporche restano 
come impronte soddisfatte per l'indolenza
e tacciono le ore e i minuti a ritardare...

Una loquace perifrasi di denuncia
e il mai giustificabile dissenso privo
di partecipazione e grazia -

a meno che tu non voglia dare sazio
per ogni pigra recriminazione e festa:

dissesta, in fondo, nel sapere che 
non è mica poco chiudere gli occhi 
e poi capire quanto resta - 

del prima il dopo e del poi quasi senza...








Closer _________________________



 



In Memoriam 





TWENTY FOUR HOURS [ 24 ORE ]

E così, in questo limbo, l'amore distrugge l'orgoglio.
Quello che una volta era innocenza, adesso si è ribaltato su se stesso.
Una nube incombe sopra di me, vìola ogni mio movimento
mentre mi aggiro negli abissi dei ricordi di quello che una volta era amore.

Ho realizzato di quanto tempo avevo bisogno
per inserire le cose nella giusta visuale.
Mi sono sforzato così tanto a cercare, e per un solo momento mi sono illuso di aver trovato la mia strada.
Il destino s'è rivelato e l'ho lasciato scivolare via.

Tutte queste tensioni sono così eccessive da superare qualsiasi distanza...
Vorrei cercare di mantenere con tutti una certa solitudine...

E se provassimo a partire, cosa rimarrebbe di noi? Cosa troveremmo?
...Una vacua collezione di speranze e desideri radicati nel passato.

Non ho mai realizzato quali strade avrei voluto percorrere,
tutti gli angoli oscuri di un senso che non conoscevo.
Per un solo momento mi è parso che qualcuno mi stesse chiamando,
ho guardato al di là del giorno, al di là della mia mano, e non c'era più niente.

Ora che ho potuto constatare che è andato tutto male,
devo trovare una terapia, perché questo trattamento sta richiedendo troppo tempo.
In fondo al cuore, dove una volta la compassione oscillava lentamente,
devo trovare il mio destino prima che sia troppo tardi.



La Filosofia del Rifiuto




da novalismi di Silvano Bottaro

 



Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.


(Diario degli Errori, 1976)





Informazioni personali

La mia foto

Francesco Maria Cannella è nato a Palermo nel 1978, dove vive. Ha ottenuto vari riconoscimenti nell’ambito della poesia a carattere nazionale e internazionale, tra cui: 1° premio INVES 1999, 1° premio L’IRIDE 2001, premio alla cultura ‘Don Padre Puglisi’ 2005.
Proprio nel 2005, esordisce con la silloge LA STANZA È CALDA (prefazione di Alfio Inserra, Ed. Thule). L’anno successivo, sempre per la stessa casa editrice, pubblica un secondo volume NON VOGLIO OMBRE ALLA MIA FINESTRA (prefazione di Aldo Gerbino).
È ancora inedita la raccolta LA PORTA SOCCHIUSA, con prefazione di Salvatore Di Marco, anch’essa concepita all’interno del lungo work-in-progress al quale fanno riferimento le prime due pubblicazioni.

Alcune sue poesie sono inserite in riviste e antologie letterarie.
Oltre che di letteratura si occupa di pittura, fotografia, grafica e film.
Si sono, tra gli altri, interessati alla sua produzione: Tommaso Romano, Franca Alaimo, Elio Giunta, Franco Loi, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Cacciari, Federico Hoefer, Dino Grammatico, Pino Giacopelli, Paolo Ruffilli, Ferdinando Banchini, Johannes Maddens, Mario Specchio, Elio Andriuoli, Vittoriano Esposito, Luca Desiato, G. L. Bartolini, Flavia Lepre.

Nel 2010 con il libro NIENTE ABAT-JOUR VICINO AL LETTO in cui appare per la prima volta della prosa, pur non tralasciando la poesia, e i tre suddetti volumi si chiude una tragicomica e farsesca tetralogia dai richiami fortemente autobiografici che prende forma e si confessa sin dal titolo: MALASILO Bisogna forzarle le cose, 1998-2010.

ANTICAMERA, correlato alla tetralogia, conclude un ampio lavoro poetico sulla paternità dal titolo di matrice oraziana «disiecti membra».

MORTE APPARENTE DI UN IMPOSTORE, in cui viene presentata sia prosa che poesia, è da considerarsi una plaquette, un capriccio, una perifrastica passiva o una mera confessione...

Con MERIDIANO 180 GRADI, del 2011, in cui scritti passati e inediti si compenetrano in un percorso tanto discorsivo quanto intimistico, prosa lirica e poetica dell’istante narrano il vissuto dell’Autore in una carrellata d’immagini giustapposte per contrasto.

Sempre nel 2011, rielaborando poesie inizialmente tralasciate, racchiude in una silloge estranea al lavoro precedente e allo stesso tempo privatamente connessa al viaggio poetico iniziato da più di un decennio l’idea di verso stanco, dimenticato, con il libro VERDERAME ALLE PARETI in cui pathos e rammarico si fondono nell’attesa di un rinnovamento...

Il suo ultimo lavoro, CON LE PERSIANE CHIUSE, è composto da diciotto poesie inedite in cui la ricerca di nuove consonanze sembra rivelarsi attraverso un cammino nitido di sembianze. Di fatto, visionando il passato tra sogno e veglia l’Autore tenta, in corresponsione col presente, di afferrare i ricami di momentanee epifanie e di catturare per istantanee gli incanti quotidiani...

Scrive anche in vernacolare.

NON SALTARE GIU' DAL LETTO PRIMA DI MEZZOGIORNO è il suo primo romanzo.

«Mi pare utile, e mi piace pensare, che la poesia si riveli inesausta tensione al linguaggio e a un senso sempre rimandato, pronto ad accogliere significati altri. Ne risulta, intendo, un legame tra le parti che ha il suo esatto domicilio nella separazione e nella autonomia.»
F. M. Cannella

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